Ottenere un'esposizione armoniosa combinando apertura di diaframma, tempo d'esposizione e sensibilità è quasi una magia.
Lo scopo evidentemente è quello di farli funzionare tutti e tre insieme, in modo da ottenere il risultato che ci siamo prefissati e non quello che ci impone la nostra Reflex.
Bisogna quindi prendere più confidenza possibile con:
- TEMPO D'ESPOSIZIONE (per quanto tempo il sensore rimane esposto alla luce)
- APERTURA DEL DIAFRAMMA (quanta luce lascia passare l'obiettivo, questo fattore condiziona anche la profondità di campo)
- ISO (il livello di sensibilità del sensore)
IL TRIANGOLO D'ESPOSIZIONE
La relazione tra tempo d'esposizione, apertura di diaframma ed Iso, è il fulcro della fotografia.
Prima dell'avvento del digitale, le uniche variabili d'esposizione presenti sulle macchine fotografiche erano il tempo d'esposizione e l'apertura del diaframma, poichè la sensibilitò Iso era determinata dal tipo di pellicola che si utilizzava.
L'introduzione del digitale ha permesso ai fotografi un maggiore controllo dell'esposizione.
TEMPI 2°PARTE
La durata di un'esposizione, è controllata dall'otturatore.
L'otturatore è un meccanismo che si apre e si chiude molto velocemente quando premi il pulsante di scatto.
Quando premi lo specchio si alza e una tendina si apre scoprendo il sensore.
Mentre l'otturatore è aperto, il sensore è esposto alla luce e l'immagine viene registrata.
L'otturatore rimane aperto una frazione di secondo, ma questo tempo è spesso più che sufficiente a fare una foto.
I TEMPI D'ESPOSIZIONE RAPIDI sono ideali per congelare l'azione o con molta luce
I TEMPI D'ESPOSIZIONE LENTI sono utili per registrare dettagli con poca luce.
Se il tuo tempo d'esposizione è troppo lento, gli oggetti in movimento risulteranno mossi.
IL DIAFRAMMA 3° PARTE
La quantità di luce che passa attraverso l'obiettivo, è controllata dal Diaframma.
Il diametro del diaframma, può variare di dimensione per fare entrare più o meno luce. L'apertura del diaframma è espressa in numeri-f e la gamma varia dall'impostazione più aperta che può essere f/2,8 o f/5,6 fino a f/22.
L'apertura del diaframma condiziona anche la profondità di campo.
Variare la profondità di campo ti permette di controllare le parti della scena che appariranno nitide davanti e dietro il punto di messa a fuoco.
Per orientarvi:
f/2,8 sfoca lo sfondo e fa apparire il soggetto principale staccato, facendolo risaltare
f/5,6 lo sfondo e' ancora sfocato, La profondità di campo è in parte condizionata anche dalla lunghezza focale, meno profondità di campo a parità di diaframma.
f/11 La separazione tra soggetto e sfondo diminuisce
f/22 lo sfondo è abbastanza definito e il soggetto non risalta più rispetto a questo.




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