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venerdì 7 febbraio 2014

Palazzo Archinto

Palazzo Archinto

Spesso identificato con il nome di Castello, il palazzo prospetta di fronte al portone di Villa Gandini. Fu il sogno irrealizzato del nobile banchiere Carlo Archinto cui non mancavano i desideri di grandezza ma che finì in bancarotta prima che il progetto venisse ultimato.
Oggi infatti solo le incisioni di Marc'Antonio Dal Re (1726) possono documentare l'ardita costruzione, iniziata a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo su disegni di Carlo Federico Pietrasanta: doveva essere un complesso di quattro grandi palazzi, con un nucleo centrale elevato di cinque piani e quattro ali laterali uncinate della medesima altezza (le due rivolte verso il Naviglio erano concluse da quattro torri merlate); verso il paese una grande esedra avrebbe dovuto accogliere le carrozze, verso il naviglio due pontili, di cui uno coperto, i barconi provenienti dalla città.
Di tutto ciò rimane oggi solo il blocco terminale di una delle quattro ali, con le due torri merlate, recentemente restaurato con una grandiosa opera che ha riportato la costruzione a un antico splendore. Attualmente il palazzo ospita la biblioteca comunale e il locale Museo del Naviglio Grande


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giovedì 6 febbraio 2014

SRSTUDIO13si trova a Robecco sul Naviglio

Robecco sul Naviglio (Rubécc o Rubécc sül Nivìrij nel locale dialetto milanese) è un comune italiano di 6.929 abitanti della provincia di Milano.
Il comune di Robecco sul Naviglio è situato circa 25 km ad ovest del capoluogo, a breve distanza dal fiume Ticino e dal confine con la Regione Piemonte. Confina a nord con il comune di Magenta, a est con il comune di Corbetta, a sud con i comuni di Cassinetta di Lugagnano e Abbiategrasso, a ovest con il comune di Cerano in provincia di Novara. Oltre al capoluogo vi sono 4 frazioni e precisamente: Casterno a ovest, Cascinazza a sud-ovest, Castellazzo de' Barzi (ove si trova un pregevole palazzo settecentesco presso il quale soggiornò lo scrittore Alessandro Manzoni) a est, Carpenzago a nord-ovest.





Robecco contese a Cassinetta di Lugagnano, a partire dal XV secolo, la prerogativa di luogo di elezione della villeggiatura nobiliare milanese.
Il borgo vecchio è molto caratteristico con i suoi antichi vicoli che portano agli ingressi delle antiche ville. Ai nobili locali infatti il paese deve gran parte del proprio sviluppo tra il XVII ed il XVIII secolo. Molti di questi edifici sono tutelati dall'Associazione Italia Nostra.
La vicina frazione di Casterno vanta più antiche origini: fu un castrum romano e una residenza longobarda. Tutte queste terre appartennero in passato agli arcivescovi milanesi, poi alle grandi abbazie e monasteri come Morimondo e Sant'Ambrogio e infine passarono ai Visconti ed agli Sforza che vi fecero frequenti e lunghe visite incentivando nei nobili la moda del soggiorno in campagna; anzi ne favorirono la presenza distribuendo con generosità feudi ed investiture. Una eccezionale accolta del patriziato lombardo ebbe qui il primo luogo di delizia: i Borromeo-Visconti, i Clerici, i Litta, i Pietrasanta, gli Albani, gli Archinto, i Castelbarco, i Verri e gli Arconati; ville in parte decadute, in parte restaurate, che costeggiano il corso d'acqua in un'unità paesistica di notevole pregio.
In età napoleonica il comune si ingrandì temporaneamente annettendo Lugagnano e Castellazzo de' Barzi: per quanto riguarda il secondo borgo, l'unione fu poi definitivamente attuata nel 1870.









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